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Feb 6, 2015

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Il profumo del mare d’inverno di Carmela Gentile (Caosfera)

Il profumo del mare d’inverno di Carmela Gentile (Caosfera)

Questo romanzo è liberamente ispirato alla vita di mio padre, per come appare nei miei ricordi di bambina e di giovane adolescente.

Probabilmente la mia visione dell’uomo che è stato è distorta dal tempo, dal sentimento affettivo che ho provato nei suoi confronti e dal fatto che egli si sia mostrato a me in un certo modo.

L’idea che ha ispirato questo romanzo è stata quella di rendere omaggio ad un grande uomo, alla mia città e ricordare gli anni ruggenti del dopoguerra, in cui il desiderio di riscatto e di rinascita animava le menti di gran parte degli italiani. Il periodo storico che fa da sfondo agli avvenimenti narrati va dagli anni trenta, precedenti al secondo conflitto mondiale, fino agli anni ottanta, con brevi e incisive incursioni nella storia che ha dominato la scena nazionale e internazionale di quello straordinario periodo.

Ho usato nomi di mia invenzione per tutti i personaggi principali e anche per la mia città, sebbene ritengo sia molto facile individuare di quale posto si tratti, a causa della sua bellezza e unicità. L’uso di pseudonimi ha lo scopo di garantire la privacy di alcune persone menzionate nel romanzo che si trovano al di fuori dello stretto nucleo familiare.

I personaggi secondari sono in parte reali, in parte ispirati dalla realtà, in parte inventati. Gli avvenimenti storici narrati sono realmente accaduti, a questo proposito desidero ringraziare il signor Aldo Pinto per avermi fatto dono del libro scritto da lui ‘La casata della famiglia Pinto’ in cui riporta fedelmente episodi vissuti personalmente durante il periodo della seconda guerra mondiale, sin dalle sue origini, fino alla nascita della Repubblica Italiana. Questo racconto fedele mi è stato molto utile per ricostruire gli avvenimenti e gli stati d’animo che hanno contrassegnato quella pagina nera del nostro Paese.

Ringrazio infine mia madre ed i miei fratelli, Rossana, Francesco e Irene. La nostra è una famiglia bellissima, il dono più grande che ci abbia lasciato nostro padre.

Il ritratto che ho voluto fare è quello di un uomo con tutti i suoi pregi e difetti, un’immagine a volte cruda e impietosa, ma umana e vera, senza falsi buonismi.

Nonostante l’orgoglio, la passione, l’ambizione e i tradimenti del protagonista, il filo conduttore di tutto il romanzo è l’amore verso la famiglia. Un sentimento che resiste a tutte le intemperie e che ha ragione anche della morte. Il vero motivo per cui sia valsa la pena di lottare, soffrire, sperare e vincere.

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