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Mar 26, 2014

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In origine c’era un sogno…….a cura di Patrizia Palese

In origine c’era un sogno…….a cura di Patrizia Palese

C’era una volta un sogno che aveva voglia di diventare reale, ma non riusciva mai ad arrivare fino al traguardo”

Si potrebbe cominciare così e non sarebbe nemmeno tanto fantastico, perché quel sogno, per una strana circostanza, era lo stesso identico sogno di tre persone che non si rassegnavano all’idea del “…così fan tutti…” e tanto per dimostrare che non c’è nulla di più democratico della fantasia, le tre persone, che erano quanto mai distanti come età, carattere ed esperienze personali, scoprirono di voler realizzare quel sogno.

In comune avevano, oltre il sesso, anche l’amore per la scrittura e la voglia di non arrendersi alle leggi di mercato, quelle della domanda e dell’offerta, del “…l’importante è che ci pagano, anche a costo di tradire l’idea…” e così Emanuela, detta Manu, Emanuela detta Ema (semplice stratagemma per non impicciarsi nel dialogo) e Patrizia (detta Patty, perché sarebbe poco carino rispetto alle altre due, non darle un diminutivo, anche se non ce ne sarebbe nessun bisogno) a forza di parlare, di pensare, di cercare altre soluzioni, arrivarono a scoprire che era possibile.

Quel sogno ebbe un nome preciso TERTULIA, una parola spagnola che tradotta letteralmente significa “riunione periodica di persone interessate al tema dell’Arte e della Scienza, per condividere e promuovere sia idee che opinioni”.

Qualcuno potrebbe dire “Avete creato un circolo culturale…ce ne sono molti…parole e chiacchiere intorno a un caffè…” e invece no!

Non abbiamo cambiato l’abito a una delle tante abitudini intellettualoidi del nostro paese, dove tutti si sentono marchiati dal sigillo divino e, quindi, emanatori di dogmi da accettare senza discutere.

TERTULIA vuole essere il punto di riferimento di chi voglia continuare a coltivare l’Arte senza compromessi, senza ipotetiche promesse di chissà quale radioso avvenire, ma con la possibilità di dare un aiuto vero e se la strada sarà in salita,  nessuno degli associati la dovrà fare da solo.

Quanti sono gli scrittori, più o meno esordienti, che hanno accettato di pagare cifre più o meno consistenti per poi ritrovarsi una scatolone di libri da gestire per le presentazioni, per i contatti con librerie o luoghi disposti, sì,  ad accettare il povero scrittore e il suo libro, ma a prezzo di quanto in fatica e soldi? Molti…senza contare le difficoltà poi per far recapitare all’amico che abita a Londra il proprio libro: le librerie ufficiali sono sempre restie a dare una mano allo scrittore non più tanto esordiente, ma sicuramente non noto ai più.

TERTULIA, oltre a garantire luoghi adatti a presentazioni di libri, darà anche consigli su come muoversi nella palude dell’Editoria e questo solo all’inizio…il nostro progetto vuole abbracciare tutte le Arti…le Muse sono 9, quindi…

Leggendo Wikipedia, si può fare propria una definizione della parola Tertulia: “Una tertulia di buon livello suole essere uno strumento educativo di prim’ordine: la prima cosa che vi si apprende infatti è tolleranza e senso critico. D’altra parte, una tertulia permette agli interessati a un tema di fare amicizia e di stringere relazioni con quelli del loro settore e di arricchire la loro cultura, e ai neofiti di apprendere dai più esperti e di conoscere informalmente le persone del loro ambiente.”

Un piccolo aneddoto sull’origine di questa parola:

si dice che la parola Tertulia derivi dal teologo cristiano Tertulliano, ricordato per il suo stile incisivo e senza mezze misure che si può notare nei suoi scritti.

Essa ebbe origine fra il XVI e il XVII sec. Quando nella Spagna era evidente il nascere di nuove correnti culturali e rimase attiva fino al XX sec.

 Una Tertulia di Granada, abitualmente era frequentata da Federico Garcia Lorca.

Per concludere non posso non dare un significato anche al simbolo di TERTULIA, quel cigno di carta che ricorda tanto un origami.

Per Manu, Ema e Patty era importante dare un messaggio visivo immediato ai soci e il cigno di carta era il logo giusto: armonioso nelle sue forme così come deve essere l’Arte, fatto di carta, ovvero di un materiale semplice, perchè ogni Arte non necessita di mezzi sfavillanti, ma di amore per quello che si vuole produrre…e tramite questo amore normalmente nascono miracoli.

Per noi tre il primo miracolo è già avvenuto; siamo diverse, ma vogliamo la stessa cosa: aiutare l’Arte e chi crede in lei.

  1. Buongiorno,
    io sono proprio uno di quelli che per poter pubblicare i suoi libri di aforismi (ne ho già scritto sei volumi), e nonostante il parere favorevole di eminenti personalità della cultura italiana come Claudio Magris, Giorgio Bàrberi Squarotti, Giuseppe Pontiggia, Sossio Giametta ecc., ha dovuto pagare non poco per ritrovarsi a casa uno scatolone pieno di libri del tutto ingestibile. Sia bene accolta quindi ogni iniziativa che guardi sinceramente all’arte non come ad una mucca da spremere e basta ma impegnandosi fortemente in quello che ritengo il punto più delicato: la divulgazione. Ho sempre pensato, in modo un po’ estremista, che non debba essere l’auore stesso, un po’ vanagloriosamente, a promuovere le sue opere, ma che le case editrici, se il loro fine non è solo il guadagno, debbano farsi carico in toto della pubblicizzaizione delle opere dell’artista, supportandolo in ogni iniziativa, e non lasciandolo mai solo. Se può sembrare ormai fuori dal tempo parlare di mecenatismo, un po’ di sano mecenatismo penso che non possa che far bene al mercato asfittico e babelico dei libri. Grazie per lo spazio e spero di non avervi tediato (di solito mi esprimo con un minor numero di parole da buon aforista). Un caro saluto

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