Warning: DOMDocument::loadXML(): Start tag expected, '<' not found in Entity, line: 1 in /web/htdocs/www.tertulias.it/home/wp-content/plugins/premium-seo-pack/modules/title_meta_format/init.social.php on line 475
Set 19, 2014

Inserito da in Recensioni | 0 Commenti

Recensione Le stanze di Cecilia Cartocci a cura di Emanuela Guttoriello

Recensione Le stanze di Cecilia Cartocci a cura di Emanuela Guttoriello

Recensione Libro Le stanze di Cecilia Cartocci

Ho scomodato il Sig. Arthur Schnitzler (Doppio Sogno, 1926) per poter entrare anch’io in una e in tutte  LE STANZE di Cecilia Cartocci. Dal titolo, già mi aveva incuriosita; dalla quarta di copertina, risucchiata. Dopo la lettura integrale del testo, ero completamente rapita. Poi mi sono chiesta: “ E adesso  che faccio? Come potrò descrivere ogni singolo “frammento” di una composizione così oniricamente reale, se non dopo un’attenta analisi introspettiva? “  E sono andata in crisi: profonda, vera e  raffinata  crisi. Perché penetrare così a fondo nell’animo umano non è mai gioioso né tantomeno “educato”, se non si dispone della dovuta autorizzazione. Il simbolismo imperante del testo la costante ricerca della chiave giusta per aprire ogni porta, beh, ho provato una leggera scossa devastante. E quindi un po’ vigliaccamente ho trovato la soluzione più comoda: ho accompagnato direttamente Cecilia nel suo viaggio, mi sono messa  al suo fianco in silenzio, senza che lei se ne accorgesse, e con lei ho camminato lungo quel corridoio meravigliosamente costellato  di porte, l’ho osservata mentre dal suo gigantesco mazzo di chiavi estraeva quella giusta, a volte quella sbagliata, ho rivissuto con lei le tappe a ritroso della sua esistenza, ho studiato con lei la sua vita, vi ho trovato reminiscenze della mia e di molti altri, ho seguito i suoi passi a volte rimanendo indietro, altre volte l’ho preceduta. Perché camminare con una donna come Cecilia nel corridoio della vita è stato un altalenarsi  di episodi all’indietro, di dejà –vu, un interscambio di pensieri sensazioni odori profumi.

E’ stato sfogliare con lei, continuamente, album di fotografie, di storia, di arte; è stato accarezzare con la mano il marmo dei monumenti, l’acqua dei fiumi, il chiarore delle stelle. Viaggiare con Cecilia è sentire il calore del sole che esce dalle pagine. E’ indossare i suoi abiti, annusare libri antichi, ridere e piangere, vivere e morire. E’ stato , ed E’, principalmente, SPERARE. In questa odissea personalissima, supportata poi dalla sana “rimozione” finale (ma non del tutto) , è stata forte la tentazione di abbandonare  questo pellegrinaggio non richiesto, questo  percorso all’apparenza capzioso, piuttosto che reale e confortevole. Ma ormai c’ero e non potevo tornare indietro: perché il dono di Cecilia sta proprio in questo, ti ha rubato i sensi e l’anima  e non te lo ha chiesto, lo ha semplicemente fatto.

Lo stile del testo è decisamente “settoriale”, come ogni flash-back che si rispetti, appunto. La narrazione è semplice,  simbolica, senza esibizionismi. Una trama efficace cucita  da un filo conduttore composto da un indiscutibile ed  inintermittente, delicato soffio di vita. E tutta la composizione, lirica al punto giusto, si lascia cullare dall’immancabile speranza, senza la quale tutto risulterebbe vano. Sarebbe un guaio se il viaggio nel corridoio della vita fosse privo proprio di LEI, della Speranza: e nel suo viaggio Cecilia si lancia egregiamente, elegantemente e coraggiosamente, mentre ricompone con maestrìa la propria esistenza, a braccetto di una incrollabile fiducia  nel domani.

 

Nota: da DOPPIO SOGNO di Arthur Schnitzler è stato tratto l’ultimo film di Stanley Kubrik, EYES WIDE SHUT, con Tom Cruise e Nicole Kidman.

 

Emanuela Guttoriello

 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Widgets powered by AB-WebLog.com.