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Lug 8, 2014

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Recensione – ‘Le storie di Pòrdo’ di Tiziano Consani a cura di Emanuela Guttoriello

Recensione – ‘Le storie di Pòrdo’ di Tiziano Consani a cura di Emanuela Guttoriello

Complicato recensire un vernacolo che non si conosce a fondo e che trova addentellati in usanze ancora più ignote. Complicato perché all’apparenza la prima lettura potrebbe comparire un po’ ostica o quantomeno di difficile comprensione linguistica, nell’analisi. Questo si potrebbe evincere dalla lettura di “Le storie di Pòrdo”. Eppure la realtà delle cose, via via scorrendo il testo, si è rivelata ben diversa, aprendo ai miei occhi e alla mia mente un orizzonte nuovo, paradossalmente già vissuto, già visto e addirittura già sentito.

Il fautore di cotanto “miracolo” è Tiziano Consani, autore di quello che definirei il terreno perfetto ove seminare il più alto senso dello Humour che nemmeno gli inglesi sognerebbero. E non è poco. La prima impressione che si ha leggendo “ Le storie di Pòrdo “ è quella di ritrovarsi catapultati nel mondo burlesco di un Marchese del Grillo o nella rivisitazione di “ Amici miei -atto di Pòrdo “.

La semplicità e la gentilezza narrativa dell’Autore conducono il lettore per mano, quasi fanciullescamente, nei meandri di un universo popolato da personaggi un po’ bizzarri, talvolta seriosi, talvolta troppo propensi a cedere una parte di sé troppo nascosta.

Tiziano E’ Pòrdo: entrambi sono a mio avviso indissolubili, nella forma lessicale l’uno, nelle sembianze del personaggio l’altro , una sorta di braccio e mente, fino a fondersi , entrambi, e non sai più chi è chi.

Con Pòrdo torniamo indietro nel tempo, avvolti in una atmosfera di delicata ironia, di voluta e ricercata voglia di compagnia a tutti i costi purchè, naturalmente, comica –se no non se ne fa nulla. E’ sempre Pòrdo, il protagonista burlone che attraverso le sue “ganzate” riesce a tirare fuori da sé e dalle malcapitate vittime dei suoi scherzi il più nascosto sentimento di quella paura sottile che ci accompagna quotidianamente; paura di diverso grado o natura, e quindi ogni mezzo   è buono per esorcizzarla , questa inquietudine costante, e quale miglior modo se non lo scherzo, la burla, il senso dell’umorismo allo stato puro. E la paura ( o inquietudine ) insita in ognuno dei personaggi ( paura della morte, del cambiamento , del buio piuttosto che del diverso, dell’amore , della solitudine) , è la stessa che portiamo con noi ogni giorno; ed è proprio qui, nel cuore di questa inquieta sensazione che usiamo l’arma migliore per contrastarla e per trovare il coraggio. La “ sottile ironia” che accompagna l’umorismo (inevitabile!) è l’ingrediente giusto, ben dosato, in ogni racconto. E Pòrdo, il burlone per eccellenza, che può paradossalmente sembrare il cinico di turno ( e magari a volte lo è ) , altro non rappresenta, se non sempre il narratore diretto, che il portavoce perfetto di QUESTA “sottile” compagna di vita.

 

Emanuela Guttoriello

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